LILIA KALUZHYNA
Contaminazioni, cangiantismi, commistioni, generano suggestioni dal forte valore simbolico, nelle opere
di Lilia Kaluzhyna. Le emozioni e l’empatia sono alla base del suo operare artistico, i cui soggetti sono
prevalentemente di carattere affettivo, desiderano comunicare in maniera indiretta, arrivando immediatamente alla sensibilità dell’osservatore, piuttosto che manifestare un messaggio troppo palesemente riconoscibile. Al cuore delle cose vi è la nostra capacità di percepirle, e di tramutarle in emozione: vediamo
pertanto principalmente scenari naturali, distese di campi, mare e corsi d’acqua, fiori, sovente i paesaggi
dell’infanzia, profondamente radicati nell’immaginario, ma anche strumenti musicali, e figure umane e
animali.
Le figure assumono una fisionomia indistinta, non caratterizzate da tratti somatici nitidamente definiti e
pertanto assimilabili all’intero genere umano, producendo immedesimazione: per cui ciascuno può immergersi in una tela della pittrice, riconoscersi nell’azione o nella situazione riprodotte, sentirsene partecipe e condividerne gli effetti emotivi. In questo contesto di universalità l’artista ama spaziare, lasciando che
lo spettatore possa fare la sua parte, divenendo in certo qual modo coautore dell’opera, perché – nelle
sue stesse parole – un’opera d’arte deve servire a porsi degli interrogativi, stimolare a conoscere il fine
per il quale essa è stata prodotta in un certo modo.
I colori che l’artista predilige sono fortemente contrastanti, con una prevalenza di caldi: rossi e arancio
per accendere i tramonti, ma anche verdi e turchesi per animare i flutti del mare e l’atmosfericità del cielo;
solo ultimamente la sua tavolozza, metaforicamente si complica, per accogliere tonalità grigie, azzurri
freddi e terre brune: per riflettere sul dolore e sulla paura del suo popolo ucraino, oppresso dalla guerra.
Ciò dimostra un’ulteriore qualità intrinseca di questa arte: la mimesi sapiente attraverso la quale un lavoro
emerge dalle profondità dell’inconscio, tramutandosi in esiti cromatici in grado di farsi carico e trasmettere, un contenuto interiore importante.
La pennellata è franta, si esprime in tocchi, virgole e svolazzi, che tessono le cromie sulla superficie del
supporto, senza soluzione di continuità, in perfetto stile espressionista, venato di influenze surrealiste e
simboliste, affinché il risultato riesca a suscitare apprezzamento rinnovato e duraturo.
Maria Palladino

Recensione critica delle opere di Liliia Kaluzhyna esposte alla mostra “Prospettive Metafisiche” dal 6 al 25 novembre 2022 presso la Galleria Transvisionismo, curata da Maria Palladino, con conferenze del Prof. Roberto Boccalon e Prof. Adello Vanni.